The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese

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Recensione pubblicata per Loschermo.it  a questo link.

Martin Scorsese dipinge l’ascesa e la caduta di un avido figlio di Wall Street a cavallo fra gli anni ’80 e ’90. Come già fu per Quei Bravi Ragazzi, un’altra storia vera di un uomo che vuole vivere oltre i limiti imposti e non accetta la prospettiva di un’esistenza normale.

Jordan Belfort (Leonardo Di Caprio) è un rampante broker di Wall Street che perde tutto nel famoso lunedì nero del 1987. Capito il gioco e apprese le basi del successo, apre la Stratton Oakmont e in poco tempo arriva a guadagnare quasi 50milioni di dollari l’anno.

In una girandola incredibile di soldi, donne, lusso ed eccessi di ogni tipo, prende vita la figura meschina ed intrigante di questo Belfort che riuscì ad arricchirsi in maniera legale e spietata sulla pelle dei suoi clienti, salvo poi spingersi oltre con insider trading, finti prestanome e trasferimenti illegali di denaro all’estero.

Un biopic esagerato, una maratona visiva estenuante di circa 180 minuti, una vera e propria iperbole registica che non rinuncia a niente, capace di narrare con estrema minuzia tutte le follie di una vita vissuta al massimo. Il 70enne Scorsese dimostra di avere ancora un fuoco artistico inestinguibile e uno stile unico ed inimitabile per alimentarlo. In un vortice di dolly e carrellate lunghissime, musica incessante e tempi cinematografici perfetti, il film ha un ritmo che riesce a trasportare lo spettatore su un ottovolante di sequenze memorabili e in un mare di dialoghi sparati alla velocità della luce. Dall’altra parte della macchina da presa Leonardo Di Caprio, alla sua ultima interpretazione prima della lunga e annunciata pausa, da il suo meglio con una delle più difficili prove attoriali viste al cinema negli ultimi tempi. Dopo Django Unchained e Il Grande Gatsby, è chiamato a dar vita ad un altro personaggio di successo con inevitabili lati oscuri. Drogato di sesso, soldi, alcool e sostanze stupefacenti di ogni tipo, il suo Jordan Belfort è tanto disgustoso quanto affascinante. Sempre sopra le righe e sempre in scena, poteva cadere nella macchietta vittima di un personaggio così estremo, invece Leo mette in campo tutta la sua esperienza e bravura tirando fuori dal cilindro una delle miglior intepretazioni della sua carriera.

Un applauso va anche al resto del cast, a partire dall’eccezionale ma breve performance di Matthew McConaughey, fino alla bellissima e sensuale Margot Robbie, e senza dimenticare il sempre più talentuoso Jonah Hill qui spalla delirante e perfetta del protagonista.

The Wolf of Wall Street è senza dubbio una meraviglia e nello zoppicante panorama cinematografico americano una perla rara; purtroppo però non è esente da imperfezioni. Complice anche quel macigno che è la filmografia di Scorsese questo film non è ai livelli di capolavori come Casinò o Quei Bravi Ragazzi. Manca di quel guizzo e freschezza che riesce a trasportare l’opera verso vette qualitative inarrivabili; causa talvolta anche l’eccesso narrativo e dimostrativo di raccontare ogni stranezza e follia, come l’orgia improvvisata dal cameriere o il bacio a Zia Emma, che forse appesantisce un ritratto già di per se ricco di dettagli interessanti, e che rischia l’effetto ridondanza in un quadro già complesso di suo.

In ogni caso un film da vedere e godere in ogni sua scena, senza porsi dubbi morali di seguire con divertimento un simpatico criminale, ma lasciandosi completamente trasportare per tre ore su questa giostra di emozioni comandata da un maestro del cinema qual è Martin Scorsese.

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