True Detective non è un capolavoro

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[Non ho voglia di pormi il problema di SPOILER o non SPOILER, se non l’avete vista non leggete questo articolo, tanto non è che vi perdete qualcosa.]

true-detective

Premessa: Io non sono un grandissimo appassionato di serial televisivi. Li guardo nella norma senza fare indigestione di puntate su puntate. Non riesco fisicamente a seguire tutte le nuove uscite, sopratutto senza sacrificare il cinema vero. Quel cinema che al di là di sequel e prequel si esaurisce in un lasso temporale ragionevole dai 90 ai 180 minuti circa. Quindi capirete che forse non sono la persona più attendibile per dare questo genere di giudizi. Però come già detto in precedenza, il blog è mio è faccio come mi pare.

True Detective è stata la serie bomba di questo inizio 2014. Una bella sceneggiatura, attori impeccabili e regia a tratti eccezionale. Però avete sprecato la parola “capolavoro” talmente tante volte da indurmi a scrivere questo post.

Forse sarà che ho difficoltà ad accostare tale termine ad un serial di appena 8 episodi. Forse sarà che sotto la patina di un’eccelsa qualità tecnico-artistica ho visto più di una volta qualche buco, caduta e furbizia che mi ha sceso l’hype di brutto. Forse sarà che ripenso alle sei stagioni de I Soprano e allora proprio credo che non ci sia paragone.

Sia chiaro le torbide indagini di Marty e Rust mi hanno preso, trascinato e colpito in ogni singolo episodio. HBO ha confezionato 8 puntante incredibili, una spanna sopra tutta la concorrenza. E non posso che aspettare con trepidante attesa una seconda stagione. Spero vivamente ancora una volta con la regia fotonica del japposvedese Cary Fukunaga. E grazie a Dio forse con una nuova coppia di detective. Per carità Woody Harrelson (Martin) e Matthew McConaughey (Rust) funzionavano alla grande insieme però anche basta, la loro alchimia caratteriale era già arrivata stanca alla fine di questa stagione, non sopporterei altrettanti episodi con quello schema.

Rust filosofeggia e Marty sbuffa non capendo un cazzo.

Vi giuro che nell’ultima scena dell’ultima puntata, nonostante tutta la bellezza e la poesia del momento, quando Rust inizia a sparare quella roba sulle stelle dentro di me si è levata una voce: Sticazzi ma chi sei Vasco Brondi? 

Quella flemma, la voce flebile, la sigaretta fissa accesa e la ridondanza di frasi belle ma anche inutili rendono Rust un personaggio fra l’indimenticabile e la macchietta. Mi sta bene che sia un misantropo, che fumi, che filosofeggi, che sia sciatto, mi va bene tutto… ma se in ogni cazzo di scena me lo fai vedere così allora vedo anche tutti i limiti di uno sceneggiatore che ha trovato un ottimo personaggio su carta e lo ha portato avanti all’infinito. Preferisco di gran lunga Marty, nonostante sia una caratterizzazione vista e rivista, almeno è verosimile. Si evolve, cambia, risponde agli input esterni. Insomma ci siam capiti.

E poi sarò sincero, non grido al capolavoro perché in True Detective ho rivisto i migliori episodi di X-Files.

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Ammetterete che la coppia Mulder e Scully è molto simile a Rust e Marty. Un agente idealista, misogino, intelligente, ossessionato dal lavoro, e con un modus operandi del tutto particolare che non piace ai superiori (Rust e Mulder); a cui viene affiancato un detective più inquadrato, normale, scettico e inizialmente avverso alle teorie del compagno (Marty e Scully).  Ricordo anche episodi ambientati nel profondo sud dove i due agenti del FBI si recavano per indagare su misteriosi riti sacrificali e comunità all’apparenza normali ma legate a vecchi culti estremamente violenti.

Concludo con l’ultimo appunto, forse una mia impressione, però ho avvertito certi episodi utili giusto ad allungare il brodo. Più che una lunga storia d’indagine, talvolta sembrava prendere una strada giusto per poi accorgersi che era un vicolo cieco e tornare indietro. Certo questo ha contribuisce all’alone di “TRUE”, però alle volte è stato anch’esso un gioco insistito. Forse con 6 puntate non sarebbe stata da meno. Certo più breve ma anche di maggiore intensità.

Detto questo è una serie che ce ne fossero. Molto molto bella.

Non un capolavoro. 😉

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Un pensiero riguardo “True Detective non è un capolavoro

    […] incensate senza nessuna cognizione di causa, e gridate al miracolo. Lo avete fatto anche con True Detective e paradossalmente avevate assai più motivi. Veniamo al […]

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