The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro

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Le consuete premesse:

– Il primo capitolo mi aveva talmente annoiato che avevo faticato ad arrivare alla fine. Di fatto non ricordavo tutta la menata del padre di Gwen. Anzi non ricordavo nemmeno che Peter uscisse con lei.
– Mettetemi in croce ma io che Gwen Stacy ******* non lo sapevo, magari qualcuno me lo aveva detto in passato. E quindi il colpo di scena me lo sono sputtanato grazie ai vostri spoiler saccenti su facebook.
– Fatemi almeno un applauso. Stavolta parlo di un film uscito in settimana. Daaaai!!

Quindi fate come Spider-Mane e prendete al volo questa recensione.

XXX AMAZING-SPIDER-MAN-2-JY-2206.JPG A ENT

The Amazing Spider-Man era un re-boot stanco, che ci riproponeva un nuovo inizio di cui non si sentiva la mancanza. Il cattivo era moscio, il ritmo pure. L’operazione era palese, colpire un nuovo target. Non più gli over 25 che già si erano esaltati con la trilogia di Raimi, ma un nuovo pubblico di teenager. Ed ecco un nuovo Spidey, con felpa e cappuccio, lo skate e i problemi d’amore. Pure più fighetto del precedente Tobey Macguire.

The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro prosegue sul solco tracciato dal precedente, in sella sempre Marc Webb e il solito duo Andrew Garfield (Peter Parker) /Emma Stone (Gwen Stacy). Più i cattivoni Jamie Foxx (Electro) e un ringiovanito Leonardo Di Caprio (Harry Osborn).

Ok non è Leo giovane ma tale Dane DeHaan. Però sticazzi è uguale. Ah c’è pure Paul Giammatti, roba che lo scopri nei titoli di coda, tant’è che ti chiedi: che cazzo faceva Giammatti in questo film? Ve lo spoilero io: è il russo incazzato che guida il camion rubato.

Ma com’è questo Amazing Spider Man 2?

E’ più amazing del primo. Ma meno amazing dei primi due targati Raimi. Appurato questo potete andarlo a vedere serenamente, godendovi tutte le cose buone messe in campo, cercando di non dare troppo peso a quella cosa chiamata sceneggiatura. Perché se ci prestate troppa attenzione rischiate di entrare in quella sindrome comunemente chiamata TheDarkKnightRises. Dove lo spettatore si dimentica delle scene fracassone e per un attimo fa la cazzata di concentrarsi sui dialoghi arrivando alla sola conclusione possibile: what the fuck?!

Il film si divide in due anime speculari e distanti. Quella dove c’è Spider-Man che cerca di salvare New York da una serie di sfortunati eventi. Poi c’è quella con Peter Parker alle prese con la sua vita privata e la sua storia d’amore con la biondina di nome Gwen Stacy. Ecco se dovessi dare un voto, darei 9 alla prima, e 4 alla seconda. Fate la somma, dividete per due, e avrete il mio voto al film.

Le scene d’azione con Spider-Man sono un qualcosa di eccezionale, francamente sono rimasto a bocca aperta. Il mega budget investito per questo secondo capitolo si fa sentire eccome. Gli effetti speciali spaccano di brutto, e il 3D è uno dei migliori e più riusciti che mi sia capitato di vedere. Tant’è che adesso dirò un’eresia. Andatelo a vedere in 3D. Quando Spidey vola fra i palazzi è entusiasmante, sembra quasi di esser lì con lui. La mdp plana attraverso Manhattan con una fluidità disarmante. Finalmente è tornato il supereroe che aveva aperto la via a tutti i cinecomics degli anni 2000. Vi assicuro che ne vorrete ancora, tanto da chiedere a gran voce un terzo capitolo. (tranquilli è già in cantiere)

Succede però che ogni tanto Spider-Man si toglie la maschera e fa Peter Parker. Ecco qui iniziano i dolori. Gli snodi narrativi sono imbarazzanti, i dialoghi rasentano la profondità di una fiction italiana. La storia d’amore fra Peter e Gwen è una serie di battute che in confronto il tira e molla fra Dawson e Joey era un capolavoro. Per non parlare di quando Peter e Harry Osborn si ritrovano dopo 10 anni e cinque secondi dopo sono sul fiume a tirare sassi per vedere chi fa più balzelli. Non ci volevo credere, ma succede veramente.

Nonostante questo non riesco a voler male a questo Amazing Spider-Man 2. Ho talmente apprezzato le scene d’azione e gli effetti speciali da far propendere la bilancia verso di loro e consigliarvi, con le dovute premesse, di andarlo a vedere. Tenete ben a mente quello che vi ho scritto e un importante monito. Se avete circa la mia età o più anni, l’amara verità è che la parola d’ordine rimane #FuoriTarget.

La recensione finisce qui. Ma ci tengo a concludere con tre considerazioni personali che non potevo far a meno di condividere con voi.

1 – Gwen Stacy è bionda ossigenata ma ha le sopracciglia nerissime.
2 – Gwen Stacy va al colloquio finale per essere presa a Oxford con un gonnellina cortissima e svolazzante. Chissà perchè non mi sono meravigliato dell’esito. (purtroppo non ho trovato l’immagine)
3 – Peter Parker gira con una giacca identica alla mia. A malincuore vi dico che a me sta assai peggio. Lui ci mette pure lo zainetto da superggiovane. Che ci dice come cavoli a merenda, ma fa uguale. Accidenti a te Andrew Garfield.

YpaFQao

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3 pensieri riguardo “The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro

    Misterkappa ha detto:
    29 aprile 2014 alle 12:04

    Bel post, mi piace! 🙂

    dreed ha detto:
    11 maggio 2014 alle 02:06

    Che ci crediate o no, con The Amazing Spiderman l’essenza del personaggio è rinata dove Raimi aveva soltanto proposto il suo Spiderman per grandi linee.
    Persino l’attore Andrew Garfield che è stato scelto da Stan Lee in persona, rispetta il grande Spiderman dei fumetti.
    Anche Lizard che ricorda il numero 6 del 1963 con quel muso schiacciato e non allungato (basta guardare la copertina).
    Inoltre anche il costume. I produttori volevano dare l’idea che fosse stato realizzato da un adolescente come Peter. E poi richiama quello di un disegno dove Peter improvvisa un costume prima di arrivare a quello originale che conosciamo tutti.
    Anche le lenti gialle fanno parte della storia dei fumetti.
    Per non parlare poi dei congegni, ma molti si sono chiesti perché lampeggiano. Non c’è niente di strano in questo: in un vecchio fumetto, appena consumate le cartucce, i suoi congegni emettevano una luce rossa.
    Lo Spiderman cinematografico attuale ripercorre la trama di The Amazing dei fumetti, con una spruzzata di Ultimate.
    Si spera che questo nuovo film mantenga la sua strada affiancata al vero uomo ragno dei fumetti, ovviamente senza influenze e stravolgimenti insensati.
    Ricordiamo il Batman di Nolan che non ha subito mutamenti violenti e, anzi, richiama l’atmosfera e le diverse psicologie del personaggio. Premi più che meritati.
    Tutto sommato, penso comunque che un grande personaggio come Spiderman va approfondito in tutte le sue sfumature per coglierne le caratteristiche prima di essere giudicato.

      Andrea D. Bernardini ha risposto:
      11 maggio 2014 alle 13:26

      Buono. Però quello che dici tu non sposta di una virgola il mio giudizio. Per quanto più fedele al fumetto, questi primi due Amazing SpiderMan sono più noiosi di quelli firmati Raimi. Alla fine io guardo al risultato, non m’interessa molto l’aderenza al fumetto o al romanzo di turno.

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