Edge of Tomorrow di Doug Liman

Postato il Aggiornato il

Tratto da  All You Need is Kill light novel (e manga) giapponese con Doug Liman in regia e Tom Cruise a fare la star. Un film di fantascienza atipico dal look futuribile-reale. Ora io a Tom voglio bene, è bravo e s’impegna al massimo neanche fosse una questione di stato. Ce la mette sempre tutta credendoci tantissimo. Però è innegabile che i suoi film d’azione siano per lo più discreti e mai memorabili. Causa sopratutto dei registi con cui lavora. E quindi Doug Liman. A lui non voglio bene ma neanche male. Ha dato il via alla serie Bourne e ora porta al cinema un Manga. Ha un ottimo occhio per nuove storie e franchise da lanciare, però con il cinema d’azione non gliela fa. Prendete il suo Bourne Identity e il Bourne Ultimatum di Greengrass, il primo è un raudo, il secondo è una bomba atomica. E purtroppo questo Edge of Tomorrow conferma la tesi.

Prima di procedere con la recensione ho una domanda: ma perché chiamarlo Edge of Tomorrow? E’ un titolo insipido e poco sensato per questo film. Volete mettere con lo slogan del manga:

DIE IN BATTLE, REBORN IN VICTORY.

Gasa solo a scriverlo. Figurati su un manifesto gigante.

Venendo al film, Edge of Tomorrow non è niente di eccezionale, non è un nuovo cult, ma nemmeno un filmaccio inguardabile. Chi dice che l’idea è vista e rivista non ha capito niente. Riprendere l’espediente narrativo di Ricomincio da Capo e traslarlo ad un film sci-fi d’azione è un colpo di genio. Non è altro che il concept di ogni videogioco sparatutto che si rispetti. Gioca, impegnati, muori. Riprova, cerca di migliorare, muori di nuovo. Riprova, e così via finché non riesci a superare i vari checkpoint grazie all’esperienza acquisita. Il soldato Cage (Tom Cruise) arriva sul campo di battaglia inesperto, codardo e completamente inadatto alla battaglia. Per un raro caso del destino acquisisce il potere dei Mimic (razza aliena invasore) di poter riavviare il tempo una volta morto, senza però aver dimenticato nulla. Dopo aver vissuto numerose volte lo stesso giorno e la stessa battaglia, inizia a capire, e acquisire un’esperienza tale da fronteggiare da solo un intero esercito.

Tutta la prima parte, quella del disvelamento del meccanismo e della ripetizione infinita è ben fatta e divertente. Tom è po’ datato per un ruolo del genere, ma risulta piacevole e credibile. Emily Blunt invece è tipo bellissima, e sopratutto si presenta con una movenza da lap dancer navigata di assoluta sensualità.

Mossa che ripeterà almeno una decina di volte. ClapClapClap.

Doug Liman tiene fede al suo CV e come sempre non riesce ad imprimere nessuna adrenalina nelle scene di battaglia; lo sbarco sulla spiaggia è un mix fra l’incipit di Salvate il Soldato Ryan e Lost, purtroppo oltre lo scopiazzare qua e là alcune scene, non riesce a trovare la giusta via per una sana scena di guerra e azione. Ma i veri guai arrivano nell’ultima mezz’ora, dove il film s’innesta nell’inevitabile binario del “missione suicida per salvare il mondo” e il colpo di scena finale oltre che stupido e un po’ forzato risulta pure telefonato.

Se siete appassionati del genere, e volete andare al cinema per divertirvi con un buon film d’intrattenimento, Edge of Tomorrow è il film che fa per voi. Se invece siete dei cagacazzi esistenziali che cercano qualcosa di più ricercato e originale meglio che lasciate perdere in partenza.

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