Dragon Trainer 2 di Dean DeBlois

Postato il Aggiornato il

Ce l’avevo in testa, era praticamente scritta, giuro. Concentrato al massimo e pronto a scrivere. Poi apro FB e c’è la notizia di Jennifer Lawrence nuda. Colpo basso, mi son distratto. Ho mangiato un po’ di Ringo per compensare e bon… nel frattempo mi son dimenticato gran parte delle robe. 

Per spiegare Dragon Trainer 2 userei una metafora culinaria. In primis perché mi è venuta fame, in secondo luogo perché calza a pennello.

Ci sono vari modi di cucinare un piatto. Seguendo l’ispirazione oppure rigorosamente la ricetta. Puoi scoprire piacevoli sorprese con inevitabili rischi, o andare sul sicuro portando a casa un risultato accontentando i più. Se Dragon Trainer era l’invenzione dello Chef, Dragon Trainer 2 è il preparato di cui puoi riconoscere ogni ingrediente.  Il primo era un film pieno d’inventiva e armonia, il secondo solo un piacevole passatempo.

La storia è semplice. A Berk ormai regna la pace, con i Vichinghi e i loro simpatici Draghi di compagnia che vivono in simbiosi. Hiccup che ormai somiglia a Brandon Stark, è cresciuto e con il fedele Sdentato esplora il mondo circostante. In una delle sue uscite s’imbatte in un nuovi pericoli e scoperte. Ritroverà sua madre (non è uno spoiler c’è nel trailer) diventata un’attivista di Greenpeace pro-draghi che vive su Pandora. Ma troverà anche Drago Bludvist un cattivone assettato di potere, vestito da cattivo e che fa cose tanto cattive.

Il problema non sono gli intenti, ricalcare le orme del primo film, o il messaggio finale, vivere in pace con gli animali; il problema è lo sviluppo telefonato. La trama non ha un guizzo o una novità, tutta la seconda parte è tarata per scivolare via veloce con figure monodimensionali. Dalla madre che riappare dopo 20anni, al cattivo con una caratterizzazione da macchietta. Innestato su di essa: momenti comici dei personaggi spalla, l’inevitabile canzone e le mosse tenerone di Sdentato. Tutte cose che per carità potevano e dovevano esserci, ma non calate dall’alto come un ingrediente che devi aggiungere per forza. Se non c’è spazio per una canzone, meglio lasciar perdere, piuttosto che doversi sorbire il duetto canterino fuori contesto solo perché “ci vuole”.

Per carità non è assolutamente un brutto film. E’ solo dimenticabile nella suo essere così convenzionale e perfettino nei passaggi chiave. E’ questa l’essenza di Dragon Trainer 2. Un preparato godibile per tutti i palati, ma non certo per i più sopraffini.

Ah, dimenticavo. L’animazione è impeccabile.

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