Interstellar di Christopher Nolan

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Scrivere la recensione di Interstellar è un casino. Da qualunque parte lo prendi scopri il fianco a critiche, discussioni e una marea di appunti di cui faresti francamente a meno. Potevo buttarla sul ridere, ma non sarà così.

Stavolta sono serio. Cazzi vostri.

 In tutta sincerità la mia idea di recensione era: Interstellar è brutto. Fine. Ciao

Invece è successo che l’ho visto, e nonostante una serie infinita di problemi che lo affliggono mi è piaciuto.

…momento di riflessione, dove alcuni di voi iniziano ad affilare i coltelli…

Non voglio valutare Interstellar per quello che per me non è. Non sarà mai come Kubrick e il suo 2001: Odissea Nello Spazio, e non m’interessa metterli a confronto. Nolan non avrà mai nemmeno la complessa vena poetica di P.T. Anderson, o il puro genio di Quentin Tarantino, o la sensibilità dei fratelli Coen. Christopher Nolan è semplicemente altro. Il migliore nel coniugare una messa in scena grandiosa ad una narrazione di ampio respiro. L’unico oggi (insieme al raro James Cameron), ancora capace di far sedere per 169 minuti un pubblico eterogeneo  e lasciarlo a bocca aperta senza bombardarlo di scene frenetiche per metà della sua durata. E per quanto i “benpensanti” possano obiettare, questo fatto è senz’altro innegabile. E probabilmente gli incassi lo dimostreranno per l’ennesima volta.

Interstellar è un viaggio incredibile. Dove emozioni, colpi di scena, e sofferenze si alternano davanti i nostri occhi sgranati e sorpresi per qualcosa a cui non eravamo più abituati. La meraviglia del grande schermo. La meraviglia di vedere qualcosa che va oltre la nostra immaginazione, ma che sembra dannatamente reale e vicino. Un viaggio imperfetto, pieno di buche narrative, nonsense, fantasie scientifiche e tutto quello che rende felici i critici più aspri e leziosi. E dove finirà quel viaggio è superfluo, e un po’ si poteva intuire.  Ma quel senso del ritmo senza eguali e la potenza visiva devastante con cui t’investe per tutta la sua durata, lo rendono un’esperienza unica e inimitabile da vivere necessariamente al cinema.

Dopo anni di Fantascienza perfetta, attenta al design, e bianca candida come il vostro Iphone nuovo. Ti ritrovi in un futuro contemporaneo, avviato verso un declino sporco e usurato. Tutto è normale e quindi reale. E così anche il viaggio interstellare alla ricerca di un’impossibile salvezza ci sembra plausibile e a portata di mano. La missione di Cooper è anche la nostra, dal suo successo dipende il nostro livello di ansia; l’emozioni che dominano lui e tutto l’equipaggio contaminano le nostre, così come la difficoltà di una scelta difficile e gli sbagli che ne possono derivare. In un meccanismo perfetto d’immedesimazione e montaggio alternato, il fil rouge che lega la Terra ai mondi esplorati tiene tutto saldamente unito in un grande intrattenimento visivo che da tempo non si vedeva. Rende al cinema e le sue immagini la capacità di far sognare il futuro e di viverlo sul grande schermo.

Interstellar rimarrà impresso nella mia memoria per la straordinaria capacità di avermi mostrato un  futuro vicino e desolante, ma anche un universo bellissimo e visivamente dirompente. Tutto in un film coraggioso, dominato dalla una smisurata ambizione di Christopher Nolan di ridisegnare la fantascienza moderna, alzando notevolmente l’asticella qualitativa non solo del genere ma di tutti i blockbuster a venire, e quindi del cinema americano tutto. L’opera di un regista che sembra non arrendersi mai alla sua filmografia e ai suoi successi passati, ma che cerca inesorabile il capolavoro, l’esperienza cinematografica definitiva, il plauso generale di pubblico e critica, senza però riuscirci mai pienamente tracciando così un solco indelebile nel cinema degli anni 2000.

Nota a piè di pagina:

Al di là di ogni parere o giudizio. C’è una scena che ha colpito la mia attenzione più di altre. Quella del ricevimento scolastico, con il protagonista e i professori dei suoi figli. Discutono ad un tavolo, ecco il dettaglio per me importante è quel tavolo. E’ meravigliosamente polveroso. Poteva esser pulito, poteva esser pregno di sabbia come la casa di Cooper, invece è perfetto. Con le manate e i segni di chi ha avuto più di un dialogo a quel tavolo. In una parola: reale.

In un lento declino del cinema Hollywoodiano nei suoi standard di perfezione scenica e nella ricerca dell’accuratezza di un dettaglio, in favore di una ricostruzione sempre più affidata al digitale, per me quel tavolo vale molto. E’ il ritrovare una professionalità che credevo persa.

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2 pensieri riguardo “Interstellar di Christopher Nolan

    […] La recensione ufficiale resta sempre questa. Ma il fatto che ne abbia parlato bene non vuol dire che non mi sia accorto di tutte le cazzate che […]

    […] quelle mazze da golf sono esattamente il contrario di quanto dicevo alla fine della recensione di Interstellar. Il cinema americano si è sempre contraddistinto per grande attenzione ai particolari e le figure […]

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