Remake, Sequel e Reboot

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Il 2015 è un anno importante per la Hollywood contemporanea. Il listino cinematografico prevede un’incredibile quantità di film “non originali” in uscita con un’attesa altissima. Potrebbe essere l’ennesima conferma, oppure l’inizio della discesa di un trend che negli ultimi anni è andato sempre più affermandosi. Cioè film derivativi di vecchi o recenti franchise. In sostanza: remake, sequel o reboot.

Per carità c’è tutto su wikipedia, ma siccome vi pesa il mouse sfogliare più pagine, si spera che mettendo tutto qui vi possa aiutare a non far confusione, e sopratutto commentare con cognizione di causa ogni volta che esce un film o una news.

Prima d’iniziare è bene chiarire alcuni punti. Questa tendenza non è un esclusivamente un delirio contemporaneo, anzi è iniziata alla fine della seconda epoca d’oro del cinema americano la cosiddetta New Hollywood. In molti forse si sono dimenticati che un film come Superman di Richard Donner del 1978 ha avuto ben tre seguiti nei dieci anni successivi. Halloween di John Carpenter dello stesso anno ne ha avuti sette nell’arco di venti (l’ultimo nel 1998). Hollywood tende da sempre a spremere quanto possibile da storie e personaggi vincenti. La vera differenza tra oggi e ieri è il come. Una volta, salvo alcune eccezioni, i sequel erano film a basso budget e poche idee utili a garantire un incasso minimo, ma intorno a loro uscivano film della madonna. Oggi invece la situazione si è completamente invertita.

Tornando allo spunto originale vediamo le principali differenze fra le tipologie sopraelencate.

REMAKE.

E’ la categoria più borderline fra le tre e quella di cui mi preme spendere una valutazione personale. Tecnicamente è un rifacimento di un’opera, nella settima arte di un film. A voler fare un remake il più delle volte è lo sceneggiatore o il regista, e non il produttore. Succede quando un’autore sente l’esigenza di confrontarsi sulla materia narrativa altrui. Talvolta è una scelta sbaglia, talvolta felice. Certo tutto dipende dall’esito finale, ma non si può negare che la scelta dell’opera da rifare contribuisca al 50% del risultato. Ci sono remake felici e altri veramente sbagliati fin dagli intenti.

Ad esempio l’acclamato The Departed di Martin Scorsese è un remake del film coreano Infernal Affairs, uscito solo 4 anni prima. In pochi avevano visto l’originale, e la rilettura “all’americana” dell’intera vicenda mista allo stile inimitabile del maestro, ne garantiva un risultato lodevole. Ma non sempre è così. Spike Lee con il suo Old Boy, remake dell’omonimo film anch’esso coreano, è naufragato in un mare di critiche. Questo perché l’originale di Park Chan-wook oltre ad essere bellissimo e molto famoso in tutto il mondo, aveva uno stile moderno che in dieci anni non è minimamente invecchiato. Fare di meglio era difficile, e comunque del tutto inutile. Quindi scegliere, ma anche capire l’opera di cui si vuole fare un remake, è fondamentale. Personalmente sono sempre molto curioso di vedere i remake, anche quando vado con le peggiori intenzioni. A tal proposito ricordo la grande sorpresa che ebbi con lo Psycho di Gus Van Sant. Non era un semplice ri-ammodernamento ai giorni nostri come sembrava, era un maledetto remake fotocopia. Era lo Psycho di Hitch girato negli anni ’90. Non ne vedevo il senso, ma lo trovai geniale.

9.-Psycho-Gus-Van-Sant-1998

SEQUEL (e prequel)

La categoria principe. Ogni anno esce una quantità di sequel imbarazzante, e la cosa incredibile è che con la globalizzazione del mercato ci becchiamo pure quelli che ormai credevamo spacciati. Transformers ad esempio è una serie che va avanti solo in funzione della Cina, dove incassa tantissimo. Detto questo il sequel è di fatto una prosecuzione dei fatti visti nell’opera precedente. Talvolta è un vero e proprio continuo di un qualcosa lasciato a metà (ad esempio Hunger Games 2), in altri casi gli autori devono inventare un motivo per giustificarne l’esistenza (Ritorno al Futuro 2), in altri ancora basta andare a pescare dai materiali di riferimento (praticamente tutti i cinecomics). Il sequel è la risposta a quell’incontrollabile desiderio dentro di noi ci che porta a mangiare una porzione di tiramisù di troppo (io lo faccio sempre), e cioè se una cosa ci piace ne vogliamo ancora!

Ma attenzione il sequel non stravolge i fatti narrati nel precedente capitolo. E’ paradossalmente accettato il cambio di attore, purché ampiamente giustificato da mille ragioni; ma non lo è cambiare quanto descritto e successo prima. Per una corretta prosecuzione, per quanto complessa e inverosimile, tutto deve essere raccordato. Vedi i salti mortali che si sono inventati per reggere una serie come quella di Terminator.

Il prequel invece non è altro che la narrazione dei fatti avvenuti prima del film cardine. Ad esempio La Cosa del 2011 di tale Matthijs van Heijningen Jr. è un prequel dell’omonimo film di Carpenter, e non un remake. Esistono perfino intere serie Prequel. Vedi Guerre Stellari oppure X-Men.

Lo so tutto questo sembra maledettamente scontato. Ma è propedeutico alla prossima categoria, quella che proprio non vi riesce capire.

REBOOT

Il Reboot è il riavvio di una serie. Non esiste il reboot di un singolo film, perché in quel caso sarebbe un remake. Il riavvio consiste di fatto nel fare tabula rasa di quanto visto e narrato prima, per ripartire da zero senza i paletti dei precedenti film. Sono progetti molto voluti dalle major, perché gli consente di recuperare vecchi franchise (piuttosto che acquistarne di altri) e sfruttarli una seconda volta magari con maggiore profitto.

L’esempio più illustre è la saga di 007. Se prima i capitoli erano conseguenziali e paralleli indipendentemente dall’attore (almeno così mi sembra di ricordare), con l’avvento di Brosnan e sopratutto Daniel Craig, ogni cambio di protagonista ha determinato un riavvio più o meno marcato.

Batman Begins è un altro esempio illustre. Contrariamente a quanto si dica non è un prequel. O per lo meno lo è nella sua prima parte, complessivamente Nolan e il suo team non si fermano alle avventure del giovane Bruce Wayne, riscrivono completamente il personaggio in vista di una nuova serie. Ma non sempre il reboot è una buona idea, anche commercialmente parlando. La Sony, ad esempio, che aveva dato il via al boom dei cinecomics con lo Spider Man di Raimi, nel 2007 si ritrovava con una serie conclusa e i diritti in mano, proprio quando Disney e i Marvel Studios iniziavano la loro corsa verso incassi stratosferici. The Amazing Spider Man è appunto il goffo tentativo di rilanciare un franchise ancora troppo vivo nella memoria degli spettatori.

Concludo inquadrando i film che andremo a vedere nella loro categoria.

Terminator Genisys – Sequel (non è un prequel perché di fatto è la prosecuzione dei fatti narrati prima).

Jurassic World – Sequel

Mad Max: Fury Road – Reboot (anche se si sa ancora poco della trama)

Avengers: Age of Ultron – Sequel

Star Wars ep. VII – Sequel (primo capitolo di una nuova trilogia)

Spectre – Sequel

I Fantastici 4 – Reboot

Sicuramente mi sono scordato qualcosa d’importante. Correggetemi o insultatemi nel caso.

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