Boyhood di Richard Linklater

Postato il Aggiornato il

boyhood

Iniziato nel 2002 e terminato nel 2013, un progetto lungo 12 anni dove i protagonisti cambiano e invecchiano con il proceder della storia. Boyhood di Richard Linklater non è solo un esperimento, non è un atto provocatorio; Boyhood è grande cinema, di quello che fa male tanto è bello.

Per parlare di questo film servirebbe un saggio e un saggista adeguato, qualcuno capace di sviscerare ed analizzare tutti gli esempi precedenti, le teorie e le implicazioni cinematografiche di un progetto del genere. Per vostra (s)fortuna io non sono quella persona e quella che ne segue è una impressione a caldo, di pancia, un punto di vista personale.

Boyhood è un capolavoro. 

Io la parola capolavoro la uso mal volentieri, ogni tanto la sussurro, e altre volte ringrazio di non averla detta troppo frettolosamente. E’ una parola pericolosa per quanto abusata per film che non vale la pena neppure menzionare sui libri di storia del cinema. Eppure mi ritrovo a scriverla, a mettere nero su bianco la mia totale ammirazione per quest’ultima fatica di Richard Linklater.

Non è l’assurda dedizione di un regista capace di portare avanti per così tanto tempo un progetto, è quello che avviene in quei 165 splendidi minuti. L’importante premessa produttiva lascia presto il campo ad una storia frammentata, che attraversa l’infanzia, l’adolescenza, fino l’inizio dell’età matura di un ragazzo, e di conseguenza la famiglia intorno a lui; il tutto senza un vero fine, senza check narrativi prestabiliti e passaggi obbligati. Passioni, mode, amori, pensieri, ma anche amici, figure paterne, problemi familiari, tutto passa tutto cambia, procede talvolta inaspettatamente talvolta come speravamo; e in un vortice di momenti affastellati uno sopra l’altro, va a compiersi un mosaico di cui solo alla fine se ne può scorgere il senso compiuto. Cioè: la vita.

La vita di Mason Jr e la sua famiglia si sviluppa davanti ai nostri occhi, e in un incedere bellissimo, ci sentiamo come timidi intrusi nella loro quotidianità. Linklater ci fa partecipi di una delle fasi più importanti di ogni essere umano, la crescita, il diventare adulti. E lo fa guardando al presente, al cambiamento della società, degli avvenimenti e di quello che circonda il suo protagonista. Ecco quindi che subentra la guerra, Obama, Facebook e il mondo della tecnologia digitale, e molto altro. Tutto interviene, modifica e confluisce nella storia contribuendo a delineare e rifinire un quadro verso la perfezione.

Io non so dirvi se ultimamente ho l’umore di una donna incinta, se invecchiando sono diventato sentimentale, o se nell’aria condizionata del cinema c’era estratto di cipolla. Di fatto ho rischiato le lacrime almeno 15 volte. Forse non è neppure commovente, è solo semplicemente bellissimo e indimenticabile.

Una nota finale. Questo film merita tutti gli Oscar possibili. Gli attori principali sono straordinari. E francamente non capisco perché l’Academy che ha sempre premiato attori che ingrassavano, dimagrivano, facevano i matti o i malati terminali, stavolta abbia deciso d’ignorare un ragazzo (Ellar Coltrane) che ha recitato un ruolo per 12 fottuti anni.

Vi lascio qui di seguito altre recensioni ben migliori della mia, perché Boyhood  merita di un coro di  lunghi applausi.

Quinlan.it “Perché l’unico difetto ascrivibile a Boyhood è che, come ogni cosa, finisce.”

TheForceOfHobbitIl film del secolo.

Spietati.itè un film fondamentalmente senza trama…”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...