Big Game di Jalmari Helander

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Vedete cosa succede a paccarmi all’aperitivo della domenica? Finisce che vado in un cinema a caso a vedere una roba altrettanto a caso.

Big Game è film finlandese con un cast di riciclati di Hollywood e un Samuel L. Jackson a buon mercato, girato da tale Jalmari Helander che dice abbia fatto un film carino in passato (Rare Exports ndr). L’ho preferito a Ted 2. Anche perché mi son detto: mal che vada mi vedo un po’ di Finlandia no?!

Personalmente ignoravo il fatto che Big Game significasse Caccia Grossa. Googolando il titolo del film oltre alle consuete locandine vi verranno fuori tante simpatiche raccapriccianti immagini (tipo questa, questaquesta e QUESTA) di dementi che si bullano di aver ucciso animali grossi come una casa e lenti come un anziano al mercato, sparandogli con un fucile di precisione.

Invece in Finlandia  è un po’ come a Sparta. Se vuoi entrare nella fichissima gang dei cacciatori devi sottoporti ad una specie di Agoghè. Per farla breve: a 13 anni ti spediscono da solo in una foresta grande come la Lombardia armato di un arco di legno medievale e un coltello, con il  facilissimo compito di tornare con la testa di una grossa preda. Ora il rito non è proprio spiegato nei dettagli, però mi par di capire che se torni indietro con un coniglio non va proprio bene.

Nel giorno del suo 13esimo compleanno il piccolo Oskari parte per la foresta come suo padre prima di lui. Però, colpo di scena, invece di trovare un cervo trova il presidente degli Stati Uniti in fuga da un gruppo terrorista. Portarlo a casa sano e salvo sarà il suo Big Game.

Prima che lo diciate voi, lo dico io. Big Game è un po’ na cazzata. Uno di quei film che nessuno vuole vedere e non ti spieghi bene perché sia uscito al cinema. Ma in tutta sincerità abbiamo/avete visto di assai peggio. A tratti è divertente e funziona, mancano intuiti e veri colpi di scena, ma scorre ed è capace di strappare qualche sorriso.

Ricorda molto quei film di famiglia degli anni ’80 che ti sparavi in pieno pomeriggio durante le feste di natale. Un Goonies minore, come tanti ce ne sono stati. In questo suo esser volutamente retrò Big Game è perfettamente riuscito. Peccato che una volta centrato il mood generale, il film si perda sulla via. I cattivi non sono molto credibili, e si preferisce optare per la soluzione facilona con effetti speciali abbastanza scarsi.

Caro Jalmaari talvolta è meglio un bella frase che un’esplosione gigante. Sopratutto se l’esplosione è fatta con due lire.

Per il resto boh, sono passate 12 ore e me ne sono già scordato la metà. Direi che non è un buon segno. Insomma se potete evitare evitate, se non avete di meglio andate, se invece dovete portare al cinema un ragazzino tentatela, potrebbe divertirsi molto.

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