Ant-Man di Peyton Reed

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A proposito delle formiche. Mi hanno sempre affascinato, fin da piccolo, talmente tanto che non potevo fare a meno di giocare con loro. Far saltare in aria i loro formicai con i miei preziosi petardi era un passatempo che riempiva le vuote giornate d’agosto.

Chiedo scusa amiche formiche. Ero giovane e inconsapevole.

Tutta il mega pippone di Edgar Wright e del suo allontanamento ve lo risparmio. Vi basti sapere che era un progetto importante nelle mani di uno dei più talentuosi registi in circolazione. Poi lo hanno sostituito con Peyton Reed (quello di Yes Man) e  ridimensionato il tutto. 

Si, perché “ridimensionare” non è solo il potere di Hank Pym e soci, è il mood di tutto il film. Dimenticatevi città distrutte, navi aliene a pioggia, Helicarrier in picchiata ed esplosioni devastanti. Dimenticatevi supereroi in grande stile impegnati a salvare l’umanità e l’universo tutto. Dimenticatevi gli Avengers.

Ant-Man è una variazione sul tema, un film di rapina con toni da commedia, in cui si racconta la nascita di un nuovo supereroe.

Scott Lang è un abile ladro. Hank Pym un inventore straordinario che ha nascosto al mondo la sua più incredibile scoperta: le particelle Pym, capaci di ridurre ed ingrandire qualsiasi cosa. I due faranno squadra per impedire al vecchio socio di Pym di diffondere al mondo la scoperta.

Insomma siamo più dalle parti del primo Iron Man che dell’ultimo Thor. E anche la lotta finale vede il cattivo vestire i panni dell’antieroe e combattere in prima persona. Come fu per Obadaiah Stane.

Preso quindi con le giuste aspettative (ridimensionate) Ant-Man è un film godibile e divertente. Nel suo essere smaccatamente minore, senza velleità di essere il blockbuster dell’anno, riesce agilmente dove altri hanno fallito (Captain America: The First Avenger per dirne uno). La scena del combattimento finale ambientato nella cameretta di una bambina da la misura di tutte le cose: vedere i due eroi in miniatura scontrarsi su un trenino giocattolo è geniale nel suo essere così in contrasto con quanto visto nei film precedente.

In definitiva non sapremo mai cosa sarebbe stato Ant-Man nelle mani di E. Wright, ma possiamo gioire per un film che sembrava spacciato e che invece n’è uscito alla grandissima.

PS: Abbiate pazienza se la recensione è quello che è. Sono in ferie e non ho voglia di far niente oltre dormire.

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