Operazione U.N.C.L.E. di Guy Ritchie

Postato il Aggiornato il

L’uomo giusto per il film sbagliato. Cioè io a vedere ‘sta roba.

Guy Ritchie è un regista discontinuo, ogni tanto fa una roba divertente (Sherlock Holmes) ogni tanto fa una cagata (Sherlock Holmes 2). Questo Operazione Zio va diretto fra le cagate. 

Un fantasioso spy movie in piena guerra fredda, con russi e americani che si alleano per sconfiggere la pericolosissima famiglia italiana Vinciguerra. Terroristi d’alto lignaggio con un cognome demmerda.

Il complesso script di partenza prevedeva: cattivi eleganti e capricciosi, il russo burbero silenzioso, la Figa un po’ dark un po’ figa, e l’americano brillante sciupafemmine. Aggiungere poi un tocco vintage, un pizzico di humor, agitare ben bene, ed ecco a voi il peggior cocktail dei vostri incubi. Roba che in confronto il Mojito analcolico in lattina è una bevuta sopraffina.

Per carità non è tutto colpa del regista, qui i delitti vanno distribuiti equamente.

La sceneggiatura fa acqua tutte le parti (per restare in tema softdrinks). Di spionaggio non c’è niente, levato l’inseguimento iniziale i due eroi passano inosservati come la Costa Concordia al Giglio (altro metaforone). Le battute non fanno ridere. Gli inganni sono svelati prima ancora di metterli in pratica. E la storia d’amore non fa amore. Ad una certa viene da chiedersi se il vero colpo di scena sia la comparsata di Hugh Grant invecchiato.

Il casting prevede un insano mix di cagnacci e attori alla loro peggior esibizione. Henry Cavill dopo Superman ha preso in parola il concetto di Man of Steel, con espressioni degne di un blocco d’acciaio. Armie Hammer è costretto in un personaggio senza senso, prova l’intero campionario di facce senza imbroccarne una. Alicia Vikander risultava più sexy nei panni di un androide (Ex_Machina). Il Team dei cattivi sono la ciliegina sulla torta, sembrano usciti direttamente da puntata di Lupin III .

In questa torre di Jenga piena di buchi, arriva Guy Ritchie con la sua regia fine e leggera, fatta d’inquadrature che s’intersecano fra loro nello stesso quadro e cambi di stile ogni cinque minuti. Difficilmente vedrete un film tanto sconclusionato da un punto di vista registico. Si passa d’ambientazioni Vanziniane a scene iperrealistiche con pioggia marcata e sangue vivido. Il ritmo, i piani, il montaggio sono tutti gestiti alla cazzo, come se ci fossero più registi al timone. L’unica cosa a salvarsi è la piacevole colonna sonora. Anzi talvolta sembra che si sia deciso di alzare il volume a palla, coprendo qualsiasi suono per compensare l’inutilità di quello che sta accadendo sullo schermo.

Insomma tiraindo a chiudere: divertimento inesistente e parecchia noia. Evitatelo.

PS: per i cuori deboli e puri sconsiglio il finale. Quello dove si ha il coraggio di paventare un seguito.

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