Il Cavaliere dal Cavallo Bianco di Theodor Storm

Postato il Aggiornato il

La new season di 24istanti inizia con un colpo di scena.

Non un film, non una serie tv e nemmeno un fumetto, ma un racconto del 1888.

Tranquilli questo non significa che il blog prenderà una svolta letteraria, oltre a non essere in grado, non leggo così tanto da giustificare più di 10 post l’anno. Semplicemente succede che sotto le feste mi sono riletto quello che è a uno dei miei libri preferiti. Der Schimmelreiter, in Italia Il Cavaliere dal Cavallo Bianco, una lunga novella dello scrittore tedesco Theodor Storm

I motivi che mi hanno spinto a scriverne sono fondamentalmente 3:

  1. Ci sono pochissimi articoli in italiano sul tema.
  2. Voglio sensibilizzare i produttori cinematografici del mondo intero, che mi leggono assiduamente, a farci un film. Un mega blockbuster in costume.
  3. Il blog è mio e parlo di quel che mi pare e piace. E a me questa storia piace da morire.

Il racconto narra la vita di Hauke Haien, figlio di un contadino, nato nella Frisia del Nord in una terra strappata al mare grazie all’incessante lavoro dei suoi abitanti. Hauke, nonostante le sue umili origini, riuscirà a realizzare il suo sogno di diventare sovrintendente alla diga. In perenne lotta contro la natura sfiderà la sua immane forza, e forte di un carattere indomito e un’intelligenza matematica fuori dal comune dovrà combattere anche le stesse persone che cerca disperatamente di difendere.

Ora riassunto così non rende giustizia alla sua effettiva bellezza, ciò che lo rende per me indimenticabile e appassionante questo libro è l’alone gotico con cui Storm permea l’intera trama.

Il racconto inizia con una tripla cornice di narratori. Il primo (l’autore) ha sentito la storia dalla sua bisnonna e mette le mani avanti dicendo che non può constatare la veridicità dei fatti. Il secondo in una notte di tempesta vicino al Mare del Nord incrocia un misterioso cavaliere su un cavallo bianco che da li a poco in una locanda scoprirà essere un fantasma del luogo, e qui interviene il terzo e ultimo narratore a raccontare l’intera vicenda. Questo stratagemma del racconto orale tramandato aiuta ad immergersi in una storia con un personaggio reso mitico dal tempo e dalle parole.

Il protagonista Hauke Haien, vero punto di forza del racconto, è un uomo che mette la ragione davanti alla dicerie e alla fede, vede nel progresso e nell’intelletto umano la possibilità di una vita migliore. Ma è allo stesso tempo dominato da una grande rabbia repressa che lo rende a tratti spaventoso, capace di attrarre le ire dei suoi concittadini e le attenzione del demonio. L’incontro di Hauke con il cavallo bianco è una trovata geniale, per quanto semplice, nell’instillare dubbi e paure nel lettore. Questo eroe complesso ha in se una forza letteraria inimitabile che porta a divorare quel misero centinaio di pagine, con la stessa foga che si respira nelle lunghe cavalcate di Hauke sugli argini del mare.

“Avanti, cavallo mio bianco!” Gridò Hauke, “stiamo facendo la nostra cavalcata più terribile!”

ps: esistono due versioni cinematografiche e una televisiva abbastanza datate e credo mai tradotte. Qui un trailer.

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