La Grande Scommessa di Adam McKay

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I Bluvertigo vi riassumono il film:

Una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va… Quando inizia una crisi è un po’ tutto concesso, quasi come a carnevale. Quando è in corso una crisi dimentico tutto e posso farmi perdonare… Sta finendo la crisi, e ogni volta che passa una crisi resta qualche traccia.

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Un film che sviscera la crisi del 2008, le sue radici, le sue motivazioni e coloro che approfittando di un sistema corrotto scommisero contro di esso, diventandone inevitabilmente parte integrante. 

Christian Bale, Steve Carrel, Ryan Gosling, Brad Pitt e Marisa Tomei. 5 attori che da soli valgono il biglietto. Vi tireranno dentro al cinema a vedere un film infarcito di sigle e tecnicismo finanziari da mal di testa. A capirne di più interverranno pure Margot Robbie e Selena Gomez in deliziosi cammei. Ma se pensate di passate due ore e dieci in totale relax sbagliate di grosso. La Grande Scommessa è un rompicapo tanto reale quanto puntiglioso, l’attenzione è d’obbligo, i momenti dove guardate il cellulare o parlate fra di voi sono vietati. L’alternativa è alzare bandiera bianca e uscire dal cinema. Perché non ci sono battute rilevanti o momenti di svago, i dialoghi sono sparati alla velocità della luce, tutto è importante e niente è superfluo. Una sceneggiatura impeccabile, strabiliante nel rendere appassionante un’impossibile vicenda fatta di numeri e percentuali, che da questo punto di vista rasenta il capolavoro.

Nota: con quasi un mese di anticipo 24istanti assegna l’Oscar alla Migliore Sceneggiatura non Originale a La Grande Scommessa. Academy prendi nota. Grazie

La regia di Adam McKay è perfetta nel dettare i tempi della trama, scandire il ritmo imposto dai vari attori, e sorprendere con qualche momento d’autore, dove tutto inevitabilmente si fa muto e s’intravedono le vere conseguenze di un disastro guidato dall’alto che scende come una slavina verso le classi più deboli.

Un film didattico, lezioso e quanto più possibile reale. 2 ore e 10 d’intrattenimento misto a lezione di storia e finanza. Impossibile sconsigliarlo, normale decidere di rivolgere le proprie attenzioni altrove.

Ah una cosa. Un’applauso al montatore del trailer, ha fatto un capolavoro. Ti fa pensare che i 4 protagonisti siano una sorta di “banda contro il sistema”, invece nel film Pitt, Carrel e Bale non s’incontrano mai. Storie separate che procedono contemporaneamente. Eppure, un po’ come i fogli che vi fanno firmare in banca, se prestate attenzione, molta attenzione, noterete come non appaia nessuna immagine di loro insieme, ma solo un furbo montaggio dei volti come se stessero parlando fra loro. Chapeau.

PS: se volete approfondire guardate il documentario Inside Job.

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Un pensiero riguardo “La Grande Scommessa di Adam McKay

    Best of 2016 « Ventiquattro Istanti al Secondo ha detto:
    1 gennaio 2017 alle 15:18

    […] La Grande Scommessa di Adam McKay. […]

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