Revenant di Alejandro G. Inàrritu

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Adesso che l’ho visto posso  confermare con assoluta certezza che: “a quelli che” bravo Leo però… per carità fotografia bellissima ma… certo un po’ lungo… etcetc… non gli è piaciuto!

Prendetevi una cazzo di responsabilità ogni tanto, siete sempre a cercare di accontentare tutti senza sbilanciarvi mai. Ma che siete il PD?  Bastava dire: mi aspettavo un’altra roba, mi sono annoiato. Fine. 

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Se un film come Apocalypse Now è una lenta discesa all’inferno, Revenant è l’esatto opposto, il ritorno dalla terra dei morti di un uomo che fa della vendetta la sua inesauribile fonte di vita. 

Un film strabordante, metafisico, sofferente e brutale. Un’avventura incredibile, fra le più vivide viste sul grande schermo, con una potenza visiva che ti annienta con la sua indimenticabile bellezza. Un inizio impetuoso, che ti butta in un selvaggio West del Nord colmo di violenza con una forza devastante, una seconda parte più lenta che si prende la calma di farci patire le pene infinite del protagonista e la sua graduale rinascita sotto forma di demone disperato, e poi il finale desolante e senza speranza come pegno imprescindibile dell’atto vendicativo.

Revenant è un film bellissimo, come raramente se ne vedono. Un cinema coraggioso, vitale, che si prende tutti i rischi di una visione ambiziosa e smisurata, fuori dal tempo sotto ogni punto di vista. Quasi come se fossero ancora i giorni della New Hollywood e di quei progetti produttivamente infernali ma visivamente splendidi, capaci di resistere al passare degli anni ed essere ricordati per sempre.

Inàrritu dimostra di aver raggiunto una perfezione stilistica invidiabile ai più nel panorama odierno. I suoi pianisequenza varcano i limiti dell’impossibile, dando ritmo e velocità a scene dove interagiscono svariate comparse, animali ed effetti visivi, il tutto mantenendo un crudo realismo scioccante. Ma a sorprendere è la sua capacità di tenere insieme un film così complesso, girato sempre in esterna in ambienti ostili, talvolta talmente sconfinati nella loro maestosa bellezza che rischiano di prendere il sopravvento sulla storia e i personaggi.

Mettici infine una fotografia ai limiti della perfezione, due attori in palla da premio Oscar (DiCaprio e Hardy), le musiche straordinarie di Sakamoto, e un freddo perenne ad avvolgere il tutto. A questo punto capite che parlar male di Revenant è come sputare sulla Sacher perché non ti piace la marmellata. (ah, che paragoni alti)

Insomma andate al cinema. Vedetelo. Fidatemi di me.

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Un pensiero riguardo “Revenant di Alejandro G. Inàrritu

    Best of 2016 « Ventiquattro Istanti al Secondo ha detto:
    1 gennaio 2017 alle 15:18

    […] Revenant di Alejandro González Iñárritu. […]

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