The Hateful Eight di Quentin Tarantino

Postato il Aggiornato il

Questa recensione ha prima di tutto il pregio di mettere fine alla disputa più accesa di questo inizio 2015: chi ce l’ha più grosso tra Inarritù e Tarantino? (l’EGO chiaramente)

Vi dirò: è un pareggio. Uno ha fatto un cazzo così a mezzo mondo sulle riprese a luce naturale, l’altro si è impuntato su un formato di ripresa obsoleto. Uno dice che il suo film va visto in un tempio, l’altro ci tiene a sottolineare quanti film ha fatto prima di scrivere il suo nome.

tarantino

Allora signori e signorine ci sono due modi di recensire questo film: sviscerare ogni singolo dettaglio/rimando/citazione/aneddoto oppure parlare delle proprie impressioni. Io voto per quest’ultima strada. La prima la lascio volentieri a chi ha voglia di scrivere, oppure a chi ha trovato il film brutto ma cerca una serie di scuse per salvarlo.

The Hateful Eight è brutto? NO.

The Hateful Eight è bellissimo? NO

Insomma siamo alle solite. Mi trovo nel difficile compito di quello che si è trova nel mezzo di un bivio indeciso quale strada intraprendere. Mi faccio forza e svolto a sinistra.

Vado al punto senza tanti rigiri. L’Ottavo film di Quentin Tarantino è una mezza sòla. Se Django Unchained non mi aveva convinto fino in fondo, questo non mi ha convinto dall’inizio alla fine. The Hateful Eight ha una talmente tanto talento sprecato che ti viene da piangere. Una colonna sonora stupenda, una bella fotografia, il formato 70mm, Kurt Russell meraviglioso, Samuel L. Jackson straordinario, gli altri attori tutti bravissimi e una regia a tratti perfetta. Potrei continuare con gli elogi che rendono grande The Hateful Eight, ma mentirei se vi dicessi che mi è piaciuto. L’ho trovato francamente estenuante e inutilmente tirato per i capelli per la storia piccola che in fondo è. Sembra impossibile ma il peggior difetto è proprio la sceneggiatura, il cavallo forte di Tarantino; ci sono i soliti mille dialoghi sparati, ma stavolta non divertono, non scorrono con la solita disarmante velocità, non aggiungono niente di più a personaggi delineati con estrema semplicità nelle prime battute. Un film che per i toni poteva e doveva essere come Death Proof e che invece si prende maledettamente sul serio, inseguendo pedissequamente il genere invece di rivoltarlo come ha sempre fatto.

Manca quel piglio fuori dal comune, l’atto rivoluzionario, l’emozione di un colpo di scena e l’empatia verso un qualunque personaggio. Ma a mancare più di tutti è la spinta verso la modernità che ha da sempre caratterizzato il cinema di Tarantino.

In definitiva The Hateful Eight appare più un’occasione sprecata che afferrata con la forza che si chiede ad un regista così totalizzante nel catalizzare attenzione, critica e soldi su di se. Mi aspetto molto di più da chi aspira a rimanere nel salotto buono della storia del cinema, e che sembra perdersi dietro il dettaglio invece di concentrarsi sull’affresco.

Non parlerò di viale del tramonto, anche se il dubbio sorge spontaneo, ma intanto ridatemi Bastardi Senza Gloria, ridatemi i primi capolavori. Ora più che mai.

Torna a sorprenderci Quentin.

PS: Il trailer diceva di portare al cinema qualcuno che odiate, io ci ho portato qualcuno che odia Tarantino. Vale lo stesso?

hateful-eight-tarantino-1024x512

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...