Batman V Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder

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Marvel Vs DC è la disputa più inutile dopo Apple Vs Microsoft. Dove i primi sono nettamente meglio ma i secondi non sono necessariamente merda a prescindere. 

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Batman V Superman è il cinecomic con le premesse più cazzute di sempre. Due supereroi a e due mondi a confronto. Gotham contro Metropolis, uomo contro alieno, paura contro speranza, notte contro alba. Mettici poi: il seguito di Man of Steel, il primo Batman post Nolan/Bale, le basi per la Justice League, la presenza di Wonder Woman e tutta una serie di stigrancazzi che ti rendi conto esserci più carne al fuoco qua che in un Captain America: Civil War qualsiasi.

A dirigere il baraccone l’uomo piccolo con la mano pesante, il maestro dei title-credit, il regista zarro-chic per eccellenza. Mr. Zack Snyder, proprio lui  quello di Watchmen e: Terry Gilliam vaffanculo.* 

Insomma c’era di che andare al cinema con la bava alla bocca con un mix di paura e aspettativa devastante. Sensazione che ti ritrovi quando esci perché BVS: Dawn of Justice è mezzo buono e mezzo una merda.

Mezzo buono perché ha un inizio stratosferico. Bruce Wayne, aka l’uomo comune, che corre nelle strade di Metropolis mentre avviene il disastro di Man of Steel è geniale e bellissimo al contempo. E quando la bambina alla domanda: dov’è tua madre? Indica il palazzo appena distrutto, ci si emoziona quasi. Ben Affleck, com’era intuibile al di là di fanatismi, è un buon Batman. Sofferto, invecchiato e pieno di rabbia; affascinante nel suo essere il eroe imbattibile fino a quando i cattivi erano supercriminali, ma completamente inerme e inadatto di fronte a mostri e dei. E quando può tornare a confrontarsi con i normali, lo vedi che picchia fortissimo e con gusto, in quella bellissima scena di combattimento vista nel trailer. (per un attimo mi ha ricordato lui, un altro che era il più forte dei terrestri)

Per carità non c’è solo Batman fra le cose buone, ma è senz’altro la più evidente. Le altre purtroppo sono costellate di problemi che ti fanno storcere il naso ogni volta. Snyder sembra concentrato a girare scene bellissime senza porsi il problema di come legarle fra loro. Le immagini restituiscono quasi la vivida poesia delle tavole ma sono come albi di tre pagine autoconclusivi, non è la graphic novel che ti prende dall’inizio alla fine.

Ed è qui che veniamo al nodo del problema. La sceneggiatura. Non che quelle del Dark Knight di Nolan fossero perfette, tutt’altro, ma lì c’era l’epica magniloquenza a tenerti inchiodato alla poltrona, qua a tratti si sbadiglia. Non funziona, non va, la trama si accartoccia su stessa, e dopo un inizio coi controcazzi si procede a tentoni con risvolti forzati e poco costruiti.

Perché i personaggi si comportano e compiono alcune azioni? Non si sa. Tutto avviene per un disegno divino di scrittura e non per causa-reazione. Gli attori sono anche bravi ma non legano bene fra di loro e con la storia in generale. Tipo Gal Gadot è figa, lei attrice, non il personaggio che invece è messo lì a caso. Eisenberg se la cava, è sulla carta il migliore, ma il suo Lex è troppo derivativo, senza nessun tipo di motivazione o approfondimento psicologico, è pazzo a caso. Cavill alle prese con il supereroe noioso per eccellenza è meno peggio di quanto ci si aspetti, invece Amy Adams e la sua Lois Lane sono un mare di no.

E poi ci sono quei sette inizi e quegli undici finali che ti pare di esser tornato ai tempi de Il Signore degli Anelli. E anche lo scontro con Doomsday, telefonato dal trailer, è una lunga sequenza con un mostro-troll deforme che spacca tutto senza grande fantasia o trasporto. Per carità il trio di eroi insieme è un bel vedere ma è tutto il contesto che appiattisce l’emozione e non li valorizza come dovrebbe.

Ci sarebbero mille altre cose da dire, ma ho esaurito la voglia di scrivere, un po’ come lo sceneggiatore del film. In defintiva BVS è un 6 generoso, non quello schifo che andate raccontando. Per dirne una a caso Avengers 2 e il primo Captain America erano assai peggio.

*aveva ragione Zack, ammettiamolo.

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P.S.: Vi narrerò di quel dirigente dei Marvel Studios che da giovane fece la comparsa in un film importante. Un po’ come Lo Zingaro a Buona Domenica, girava il quartiere dicendo: “ehi hai visto ci sono anche io? Hai visto i titoli di coda?” Purtroppo i titoli di coda non se li inculava nessuno. Dentro di lui un desiderio di vendetta cresceva: “Un giorno tutti dovranno vedere i titoli di coda”.

E fu così che adesso stiamo lì a film finito, anche se è della concorrenza, a sciropparci titoli infiniti aspettando una scena finale che chiaramente non c’è. Accidenti a te uomo dei titoli di coda Marvel.

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